sabato 2 novembre 2013

Rino Manica, Diario di guerra e di prigionia, 10 giugno 1940 - 7 settembre 1945, introduzione di Rino e Walter Moretti, Edisai, Ferrara, 2007, pp.96, Euro 8.

  L’autore venne richiamato alle armi subito dopo l’en­trata in guerra dell’Italia (giugno ’40) e assegnato alla 38ª compagnia T.R.T. della divisione Puglie. Come capo stazione di una radio da campo combatté sul fronte greco-albanese, poi fu trasferito in varie località del Kosovo. Dopo l’8 settembre ’43 venne preso dai tedeschi e avviato verso un campo di concentramento della Polonia, patendo la fame e le vessazioni dei lager. Trasferito a Hela, sul mar Baltico, dietro l’incalzare dell’Armata Rossa si imbarcò per Swinemünde (oggi Swinoujscie). Aggregato all’Orga­nizzazione Todt, il 2 maggio dovette fuggire di nuovo con altri 16 ex prigionieri, su un cargo che, attaccato da aerei e sottomarini russi, riuscì fortunosamente ad approdare nell’isola danese di Lolland. A Copenaghen fu assistito con generosa ospitalità dalle autorità locali (fra cui l’eminente personalità di S.A. Reale la principessa Aage Rosenborg), dalla popolazione danese e da italiani residenti in Danimarca, fra i quali ricordiamo la famiglia di origini friulane del cav. Pietro Odorico. Solo nel settembre del 1945 poté tornare in Italia e riabbracciare la famiglia, della quale da mesi non aveva notizie.
Queste vicende sono puntualmente descritte nel Diario che Manica teneva utilizzando qualunque pezzo di carta e che è stato pubblicato per desiderio della figlia Anna Maria. Nell’introduzione, Rino Moretti descrive sinteticamente la guerra contro la Grecia, dichiarata dall’Italia il 28 ottobre ’40 con «inconcepibile superficialità», contro un nemico che ben presto riuscì a schierare più divisioni dell’attaccante e a occupare un terzo dell’Albania. La Grecia fu costretta ad arrendersi solo il 23 aprile ‘41, in seguito all’intervento delle divisioni della Wehrmacht. Il Diario di Manica «è una preziosa testimonianza di uno di quei soldati che l’Italia dovrebbe degnamente ricordare e onorare. Pur trovandosi in una guerra non sentita, perché priva di qualsiasi giustificazione, hanno combattuto valorosamente in condizioni avverse, subendo una lunga prigionia e sacrificando la vita o i loro anni migliori».
Walter Moretti, nella stessa introduzione, scrive che Rino Manica ha voluto registrare nel suo Diario le “emozioni” suscitate in lui dalle sconvolgenti vicende nelle quali si è trovato coinvolto. «Egli ne vive la drammatica realtà fino allo spasimo, e ci appare ostinatamente impegnato nella ricerca di un senso da dare alle sue esperienze della violenza e del disumano». La “terra gentile” di Danimarca accoglie l’autore con i suoi compagni: con un “happy end” da favola, «la principessa Aage Rosenborg riesce a restituirli alle gioie dell’e­sistenza preparando il loro rientro in Italia, consapevoli del contributo dato alla “Redenzione” della Patria attraverso la prigionia e il loro sacrificio». A Rino Manica, nel dopoguerra, furono concesse due Croci al Merito di Guerra, per la campagna di Grecia e per la prigionia in Germania.
  Questo Diario è stato presentato nel maggio 2007 dal Circolo Amici di Argenta, col patrocinio del Comune, nella sala della Biblioteca Comunale e alla presenza di un folto pubblico. Sono intervenuti il Sindaco di Argenta, Dr. Arch. Giorgio Bellini, e il Dr. Jesper S. Jensen, Addetto Culturale della R. Ambasciata di Danimarca, che ha voluto sottolineare la sincera fratellanza con quella «terra gentile». Le relazioni sono state tenute da Rino e Walter Moretti, con proiezioni sulla guerra del fronte greco-albanese. Moderatore è stato Giancarlo Bersani, vicepresidente del Circolo.

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